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Un'iniziativa realizzata nell'ambito del

Progetto Diderot della Fondazione CRT

A cura del Dipartimento Educativo della

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

L'arte a volte ruba

 

Il confine tra furto e citazione è molto sottile, e Maurizio Cattelan ci ha spesso giocato. Era il 1996 quando presentava Antoher fucking readymade, una mostra per il museo De Appel di Amsterdam, formata da opere di un altro artista rubate dalla galleria vicina.

Il titolo del lavoro fa riferimento ai readymade di Marcel Duchamp, oggetti non creati ma scelti dall’artista, la cui natura veniva per sempre cambiata proprio in ragione di questa scelta. Osservate la versione della Gioconda modificata da Duchamp: una riproduzione fotografica della Monna Lisa a cui sono stati aggiunti baffi e pizzetto, con un anagramma come titolo che è un gioco di parole (quale? Scopritelo voi!).

Rubare, citare, modificare sono tutte azioni ben note alla generazione di artisti emersa tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta e ribattezzata Pictures Generation o Appropriazionisti. Gli artisti di questa generazione si appropriano criticamente di immagini provenienti sia dalla cultura elevata che dalla comunicazione di massa. Osservate il dialogo tra l’opera di Barbara Kruger, I Shop Therefore I Am e quella del collettivo Superflex, I Copy Therefore I Am: cosa notate?

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